Maja Strakova


Maja Straková (Bratislava, 1949)

Psicologa psicoterapeuta, nel 1973 si trasferisce in Italia dove lavora nella sanità pubblica per quasi 40 anni. La madre vedova e pittrice, durante il regime socialista, mantiene la numerosa famiglia con lavori di fotocolor e nel tempo libero si dedica al disegno e alla pittura. Così da bambina vive e in mezzo ai pennelli, colori e quadri appesi in tutta la casa.
Durante il periodo di scolarizzazione si innamora dei burattini e assiduamente frequenta teatri di figura. Una volta in Italia si dedica ai lavori di collage e alla produzione di cartoline su varie tematiche. Successivamente a livello amatoriale inizia a costruire burattini. Questi in poco tempo invadono la casa spuntando da ogni angolo,“esigendo” in qualche modo a ricollegarsi alle proprie radici culturali.
L’arte burattinaia ha una rilevante importanza nella cultura dei popoli ceco e slovacco, tanto che nel 2016 il teatro di figura ceco e slovacco é iscritto nell’elenco dei beni non materiali del patrimonio culturale dell’UNESCO. Così, sull’onda di questo riconoscimento internazionale, nell’ambito dell’Associazione MY@VY Amici della Slovacchia, l’autrice fonda il Teatro dei burattini Isabella.
Oltre all’attività nella lingua slovacca il teatro inizia a lavorare anche in italiano realizzando laboratori e spettacoli per bambini in situazioni di disagio, in particolare con l’Unione Genitori Italiani Contro Tumori dei Bambini.
Design&photos: Fulvio Colangelo, Ki–Gallery, Torino.

Opere esposte

20 burattini a guanto di grandezza circa 30-40 cm
22 burattini a bastone (detti marionette o pupi) di grandezza 70-80 cm circa

I pupazzi sono realizzati interamente a mano, utilizzando materiali di recupero. Nella tradizione, alla recitazione si unisce sempre la costruzione dei pupazzi e la loro vestizione. Testi e sceneggiature si ispirano ai racconti e storie di vestizione, ai racconti dei grandi scrittori slovacchi e stranieri. Inoltre, le sceneggiature sono scritte anche da un giovane studente slovacco, vincitore di due recenti concorsi nazionali per il miglior racconto.
Le storie, le scenografie e i pupazzi, nascono da esperienze personali che si mescolano a fiabe e racconti tradizionali in un nuovo contesto espressivo ed artistico e si sviluppano sull´onda dello stato emotivo interiore degli attori protagonisti. Il pupazzo e l’attore salgono sulla scena insieme creando un personaggio unico con due cuori e due anime che si integrano tra di loro in un delizioso insieme.